In borsa non si gioca!
È verità indiscutibile che circa il 90% delle persone che si approcciano al trading perde soldi in borsa.
Questo fenomeno, aldilà delle prime risposte che vengono in mente, è dovuto essenzialmente ad un grosso errore che si commette
nel momento in cui si inizia.
Parliamoci chiaro: l'immagine di un trader che smuove capitali con un portatile sulle ginocchia da una spiaggia tropicale rappresenta la principale attrattiva che porta le persone ad avvicinarsi a questo mondo. E non c'è nulla di male in tutto ciò, sognare non è sbagliato, a maggior ragione nel momento in cui i sogni in questione non sono affatto lontani dal poter essere realizzati.
Chi entra sui mercati con lo stesso spirito con cui giocherebbe ad una slot-machine ha un'unica certezza: uscirne anche nel medesimo modo, ossia perdente. Non esistono altre possibilità.
Ma allora perché uno dovrebbe fare una scelta del genere?
La risposta è semplice: perché è realmente possibile arrivare dove si vuole (comprese le pittoresche visioni infarcite
di spiagge tropicali), quello che fa la differenza è l'approccio. Non sono i risultati ad essere impossibili, è il metodo con cui si
pensa di raggiungerli ad esserne il vero discriminante.
Qualcuno ha scritto: fare trading è 10% strategia, 20% conoscenza degli strumenti e 70% psicologia. Noi non potremmo essere più d'accordo. Questo è il motivo principale per cui non esiste un valido approccio al trading che non affianchi a buone strategie una parte, almeno altrettanto consistente di money management, risk management e motivazioni, insomma che abbia come obiettivo principale il trasmettere la corretta forma mentis per il trading as a business.
Entrare in questo mondo significa innanzitutto vedere rivoluzionate e stravolte tutte le idee che se ne avevano guardandolo (o magari anche solo snobandolo con sufficienza) dall'esterno. Significa accogliere e capire i meccanismi che lo regolano, significa imparare a svincolare da ogni aspetto emotivo una attività che sembra esserne così intrisa, significa persino per certi versi mettere in discussione parti di se stesso.
E comunque sicuramente significa capire la differenza che c'è fra giocare in borsa e operare in borsa.